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ARCO  -   Il Castello

Arroccato su una rupe a 280 metri di altezza sorge il Castello di Arco. Risalente a prima dell’anno Mille è costituito da una torre sommitale a scopo difensivo e da un più tardo corpus di abitazioni che lo hanno reso un vero e proprio borgo fortificato, dimora di una ricca comunità retta dalla famiglia dei Conti d’Arco. A dominare è la torre Renghera, così chiamata per la sua campana – la Renga – che suonava per chiamare a raccolta i cittadini. Abitato fino al Settecento, viene abbandonato a seguito degli aspri combattimenti nel corso della guerra di successione franco-spagnola.

ARCO  -   L'alboreto

L’Arboreto di Arco è un lembo dell’antico Parco Arciducale creato dall’Arciduca Alberto d’Asburgo nel 1872. Grazie al clima mite dell’Alto Garda vi crescono oltre 150 specie di alberi e arbusti provenienti da tutto il mondo. Negli anni ’60 vennero realizzati i “paesaggi vegetali in miniatura” che richiamano gli ambienti di origine delle piante: dalle oasi di palme, ai boschetti di conifere, dalla giungla di bambù, alla macchia mediterranea, rendendo il parco un vero e proprio paradiso botanico.

DRENA  -   Il Castello

Castello misterioso e affascinante, arroccato in cima a un contrafforte roccioso a difesa e a controllo delle valli del Sarca e di Cavedine. Fu costruito nel XII secolo dalla famiglia dei Seiano. Nonostante la devastazione subita nel 1703 durante la guerra di successione spagnola, conserva tuttora la struttura delle fortezze medioevali, costruzioni essenzialmente romaniche con qualche apporto gotico. Una cortina di merli a coda di rondine avvolge a spirale il dosso. Sul complesso del mastio svetta la grande torre merlata da dove lo sguardo spazia su un panorama suggestivo.

RIVA  -   La Rocca

Edificata nel XII secolo è una possente fortezza di pietra, a pianta quadrangolare, con torri angolari, cortile a portici e logge. È circondata da un canale che comunica direttamente con il lago, e quindi è accessibile solo dal ponte levatoio del rivellino. Verso la metà dell’Ottocento, gli Austriaci la trasformarono in caserma; attualmente è sede del Museo Civico dove si trovano alcune pregevoli tele di Giuseppe Craffonara, massimo esponente – in pittura – del neoclassicismo trentino.

TORBOLE SUL GARDA 

Il paese è arrampicato sul declivio calcareo delle pendici del Monte Baldo, con le case disposte ad anfiteatro sul golfo. Grazie alla sua ventilata posizione è divenuto centro velico e surfistico di risonanza internazionale e costituisce un autentico paradiso per gli appassionati che considerano questa zona una capitale degli sport d’acqua. Di Torbole scrisse entusiasta il grande Goethe come di "una meraviglia della natura, uno spettacolo incantevole". Una parte di Torbole, certamente la più suggestiva, ha conservato l’aspetto originale del paesino di pescatori e barcaioli nato in secoli lontanissimi. L’angolo più pittoresco di Torbole è il porticciolo con le caratteristiche costruzioni della Vecchia Dogana (sec. XV) e di Casa Beust, già cenacolo di artisti nel secondo dopoguerra. In attesa del ritorno della cornice del Parco Pavese in via di ristrutturazione, il Festival si tiene presso il teatro tenda nel Parcheggio Pavese (adiacente a via Benaco)
a pochi passi dal lago.

 
 
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