Mercoledì 1 Luglio ’09 - Riva del Garda
Ore 21.30 Rocca (Conservatorio Riva in caso di pioggia)
Girotto - Biondini duo
Javier Girotto: Sax soprano, baritono e flauti
Luciano Biondini: Fisarmonica
Non è certo la prima volta che il jazz e le tradizioni argentine s’innamorano fino a finire in un abbraccio vigoroso,
simile a un tango impetuoso e improvviso.
Non è néanche la prima volta che la fisarmonica, strumento popolare (se così si può dire), portando nel suo corpo l’eco
di un misto di tutti i folclori del mondo, s’imbaldanzisce a uscire con delizia del suo universo tradizionale.
Ma l’italiano Luciano Biondini e l’argentino Javier Girotto, sublimi nella loro liricità e melodiosità, senza cercare di
rinnovare questo tipo di conversazioni intimiste, hanno la sensibilità e il talento di alzare questo esercizio di « stile » al
suo grado più alto di compimento estetico e di poesia sentimentale.
Insieme i due artisti propongono una musica originale, regalandoci « nuovi ponti tra il jazz e il tango ». Improvvisazione
libera e scrittura neoclassica. E’ presente, profonda, molta malinconia e raffinatezza in questo universo musicale che si rivolge
tanto all’anima quanto all’intelligenza.
Il duo si è formato nel 2000 e si è esibito nei più importanti festival jazz europei ( Berlino, Coutances, Triennale di Colonia,
Vienna, Clusone, Villa Celimontana, Fandango Festival, Auditorium S.Cecilia di Roma, Bergamo Jazz, Monaco, al Festival di
Jazz Italiano a Buenos Aires ,ed molti altri). Nel 2002, registrano il loro primo disco “ El Cacerolazo “ per l’etichetta italiana
Philology, dedicato alla popolazione argentina ( El cacerolazo è appunto un modo di protesta pacifica che gli argentini hanno
promosso più volte marciando per le strade sbattendo delle pentole). Recentemente è uscito il loro secondo disco “ Terra Madre “
per l’etichetta tedesca ENJA. Questo ultimo lavoro testimonia la continua crescita artistica di questi due musicisti, sia nelle
loro composizioni sia nel linguaggio espressivo. La loro musica prende le mosse sia dall’ Argentina che dalla musica
mediterranea , il tutto concepito come terreno di ricerca verso il coinvolgente lirismo e calore di una musica che supera i
confini del jazz. Una grande intesa e un’energia straripante sono componenti fondamentali delle loro performance.
Di nascita argentina, ma dalle chiare origini italiane,
Javier Girotto è approdato nel nostro Paese più di dieci anni fa, e se ne
è invaghito al punto di fermarsi e stabilire qui la base della sua attività artistica: "Mi innamorai così tanto dell'arte italiana,
delle persone, del clima, del cibo e, perché no, delle donne, da scegliere Roma come mia città". E non c'è dubbio che per la scena
jazzistica nazionale sia stato un bell'acquisto: le sue intense improvvisazioni al sax soprano, dalla fisionomia inconfondibilmente
latina, percorse da un'energia davvero vulcanica, si sono intrecciate in modo prolifico a quelle di numerosi jazzmen italiani,
tra cui Roberto Gatto e Rita Marcotulli. Già nelle passate edizioni del Garda Jazz Festival, proprio con i gruppi della
Marcotulli e di Gatto, abbiamo potuto apprezzare le sue qualità di solista torrenziale e schietto. Ma non bisogna dimenticare
il suo lavoro nel quintetto Aires Tango, del quale è stato fondatore i.
L'incontro con il fisarmonicista umbro
Luciano Biondini ha dato vita ad un sodalizio in cui si mescolano diverse influenze
sudamericane e mediterranee. Biondini, nato a Spoleto nel '71, ha seguito studi classici ed ha poi incontrato il jazz come una
folgorazione.
È riconosciuto come uno dei più grandi fisarmonicisti del panorama internazionale. Tra le sue collaborazioni più importanti ci
sono quelle con il clarinettista Gabriele Mirabassi, sfociate anche in un affiatato duo. Innumerevoli le sue collaborazioni con
i più importanti musicisti del panorama jazzistico internazionale, fra i quali troviamo Enrico Rava, Roberto Ottaviano e Tony Scott.
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